Configurare Ubiquiti con connettività PianetaFibra

UniFi Dream Machine e UniFi Dream Machine Pro (d’ora in avanti abbreviate con UDM e UMD Pro) sono due router prodotti da Ubiquiti e sono pensati per la casa, per le aziende o, più in generale, per gli utenti più smanettoni ed esigenti.


Entrambi montano il sistema operativo UbiOS ed entrambi integrano UniFi Controller, quello che ci servirà ora per configurare la nostra connessione PianetaFibra.


In questa guida utilizzeremo l’interfaccia grafica di Ubiquiti accessibile via web. La versione firmware utilizzata per la configurazione è la 1.9.x, mentre il controller UniFi è alla versione 6.2.x (quindi quello con la nuova interfaccia grafica).

Come Procedere

La prima cosa da fare è collegare con un cavo ethernet (di Cat. 5e o superiore), l’ONT montato dal proprio operatore e la porta WAN della nostra UDM.

Nota: l’UDM Pro ha due porte WAN: la 9 e la 10. La prima è una porta ethernet da 1 Gbps ed è abilitata come primaria di default, mentre la seconda è una porta SFP+ 10 Gbps. E’ possibile usare anche quest’ultima, a patto di avere un GBIC da 1,25 Gbps compatibile con Ubiquiti.

Successivamente, apriamo la nostra pagina web del router https://unifi (o https://x.x.x.x in base all’IP che gli abbiamo assegnato) e ci dirigiamo sul nostro UniFi Controller.

Qui selezioniamo l’ingranaggio in basso sulla sinistra (punto 1), andiamo poi sulla voce “Internet” nel menù che compare (punto 2) e infine, sulla destra, selezioniamo la nostra porta WAN scelta (punto 3).

Nota: nell’UDM non avremo possibilità di scelta, mentre sull’UDM Pro ne abbiamo due. In questo caso la porta 9 è stata rinominata in “SEF”, normalmente avremmo trovato WAN (UDM) o WAN1 e WAN2 (UDM Pro).

N

ella pagina che si apre possiamo ora scegliere il nome che vogliamo dare alla WAN e, subito sotto, la voce “Advanced” (punto 4). Cliccandoci si apre un ulteriore menù avanzato, che ci permette di impostare i nostri parametri per collegarci ad internet.

Come DNS possiamo impostare quelli che preferiamo, che siano quelli dell’operatore o quelli di Google, Cloudflare, OpenDNS… e chi più ne ha, più ne metta (punto 5).

Abilitiamo ora la voce “VLAN ID” e inseriamo il valore “835” nella sezione “ID” (punto 6).

Se ci spostiamo ancora un po’ più sotto, troviamo altri parametri da impostare.

In “IPv4 Connection” dobbiamo selezionare la voce “DHCPv4” dopo aver espanso il relativo menù con un click (punto 7). Solitamente è già così, ma se proveniamo da un’altra connessione è necessario modificarlo.

Se abbiamo richiesto anche di avere un blocco IPv6 all’operatore, impostiamo “DHCPv6” nel menù “IPv6 Connection” e inseriamo il valore “56” nel campo “Prefix Delegation Size” (punto 8).

Altrimenti, se non abbiamo richiesto la connettività IPv6, lasciamo “Disabled”.

Come ultima cosa, in “ISP Capabilities” (punto 9) abbiamo la facoltà di mettere la banda disponibile che abbiamo sottoscritto. Questo è importante principalmente se abbiamo deciso di abilitare sopra “Enable Smart Queues” (il QoS, praticamente).

Impostiamo, come velocità di download 1 Gbps e in upload 300 Mbps.

Fatto questo siamo pronti per fare click su “Apply Changes” (punto 10) e correre alla velocità della luce ad utilizzare la nostra nuova connessione!

Se abbiamo fatto tutto correttamente si viene riportati alla schermata precedente e, dopo pochi secondi, vedremo comparire il nostro IP e il nome del nostro provider PianetaFibra (punto 3).

IP statico, come impostarlo manualmente

Anche nel caso in cui avessimo optato per un IP statico, vale la guida sopra descritta.

Tuttavia, possiamo anche impostarlo manualmente nel seguente metodo.

In “IPv4 Connection” selezioniamo “Static IP”.

In “IPv4 Address” inseriamo il nostro IP che ci è stato fornito via mail (e che troviamo anche nel nostro portale PianetaFibra)

Mentre come “Subnet Mask” impostiamo “255.255.255.254”.

Il valore “Router” può essere lasciato vuoto (punto 7 bis).

Facciamo la stessa cosa con IPv6 se l’abbiamo richiesto, quindi inseriamo il nostro “IPv6 Address” fornito dall’operatore e “56” come “Prefix Lenght” (punto 8 bis).

Si ringrazia Manuel Arnoldi per la dettagliata guida